Scelta del partner e teoria dell’attaccamento

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Dott.ssa Michaela D'Auria

Dott.ssa Michaela D'Auria

Psicologa e Psicoterapeuta

“Sei assetato e ti viene subito dato da bere in modo da placare la tua sete. Sei soddisfatto e puoi continuare a fare ciò che stavi facendo senza preoccupazioni. Ti rassicura sapere che l’acqua è sempre disponibile e che puoi prenderla ogni volta che vuoi. Con questa sicurezza alle volte addirittura te ne dimentichi. Senza pensieri, puoi dedicarti anima e corpo ad altre attività. Puoi esplorare, crescere…addirittura allontanarti dalla fonte”.

Nello stile di attaccamento sicuro, i genitori percepiscono i bisogni emotivi dei loro figli e agiscono di conseguenza. Tale dinamica fa sì che i piccoli si sentano amati e protetti. Si viene a creare quindi un ambiente sicuro in cui vi è la possibilità di esprimere le proprie emozioni, in quanto si vive un clima di fiducia nel quale essere se stessi senza paura del rifiuto. Se le figure di attaccamento incoraggiano queste due caratteristiche di base (sicurezza e fiducia), il bambino, e in futuro l’adulto, si sentirà sicuro di sé, si fiderà degli altri e sarà capace di regolare le proprie emozioni e di sviluppare adeguate capacità sociali. Molto probabilmente le persone che hanno acquisito un attaccamento sicuro nell’infanzia svilupperanno relazioni più sane ed equilibrate: saranno più inclini a fidarsi del partner, senza sviluppare dinamiche di dipendenza. È inoltre probabile che siano maggiormente in grado di comunicare e individuare i bisogni propri e dell’altro.

Un bambino che ha sperimentato un attaccamento di tipo insicuro-evitante è entrato in contatto con un genitore pronto a negare il suo affetto e a rompere la relazione in qualunque momento. Per cui per esempio ogni volta che ha “quella sete” gli viene negata dell’acqua, o viene ignorato, o viene spinto a prendersela da solo. Ne consegue un modello mentale del sé come persona indegna di essere amata, che deve contare solo su di sé, e imparare a non aspettarsi nulla di buono dagli altri. Un adulto con questa storia di attaccamento è un adulto che ama corteggiare ma che non si lega mai, anzi, scappa subito appena i suoi flirt si tramutano in qualcosa di più. Per lui l’amore non è importante, anzi non esiste e per non correre il rischio di essere rifiutati, sopprime le proprie emozioni. In genere, sceglie partner pronti a inseguirlo quando fugge e al tempo stesso pronte a svalutarlo e a disprezzarlo quando torna. In ogni caso il partner gli riserva la stessa freddezza di cui ha fatto esperienza da piccolo.

Un attaccamento di tipo insicuro-resistente o ambivalente prevede il contatto con una madre imprevedibile e poco disponibile: talvolta l’acqua gli viene data, talvolta no; talvolta gli viene offerta senza che lui l’abbia richiesta o senza che senta lo stimolo della sete, o quando è la madre ad avere sete. Per cui sarà così preoccupato di bere che imparerà ad amplificare ogni segnale di richiesta per aumentare le probabilità di venire ascoltato e che il suo bisogno venga soddisfatto, talvolta anche senza che ci sia realmente un bisogno.
Il bambino che sperimenta una relazione di questo tipo sviluppa modelli di sé come di una persona da amare in maniera discontinua. Ne consegue che all’interno di una relazione d’amore, quando a prevalere saranno i modelli positivi del sé, come persona amabile, penserà di essere amato e rispettato dal partner. Quando invece a prevalere saranno i modelli negativi del sé, come persona vulnerabile e non degna di amore, allora sarà travolto dalla gelosia più drammatica, originando una relazione ossessiva, possessiva e autoritaria.
In queste persone l’ansia da separazione è sempre molto forte, l’amore è ossessivo e l’odio è molto travolgente. Hanno appunto imparato ad amplificare ogni loro emozione.

Questo accade perché le nostre decisioni sono regolate da un forte bisogno di coerenza che ci spinge a cercare continue conferme ai nostri modelli mentali dell’attaccamento. Scegliamo quindi come partner chi rafforza le nostre aspettative e confermi l’idea che abbiamo di noi stessi.
Per questo crescere bambini in grado di sentire e pensare di essere degni d’amore, che sperimentino fiducia e sicurezza che verranno dissetati se avranno sete di contatto, li renderà adulti in grado di costruire relazioni serene, rassicuranti e supportive.

Bibliografia

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