L’adolescenza come crisi fisiologica

condividi :
Dott.ssa Stefania Marca

Dott.ssa Stefania Marca

Psicologa e Psicoterapeuta

L’adolescenza porta con sé un cambiamento fisiologico che genera un disorientamento tipico di chi si vede trasformato e non si riconosce più. L’adolescente si trova inaspettatamente ad affrontare il crollo del proprio senso d’identità, scardinato da una nuova percezione di sé che sente come trasformata. Per questo l’età adolescenziale puo  essere considerata alla stregua di una seconda nascita. “Chi sono io?” si chiede per la prima volta l’adolescente. Domanda paradossale in quanto rivolta proprio a quel sé “ignorante” che non si riconosce piú. L’impossibilita del riconoscimento induce un senso di estraneità e di confusione mai provato prima. 
Gli adolescenti hanno a che fare inoltre con un vuoto generazionale, dato dal conflitto tra le generazioni. La formazione di tale conflittualità, e la sua successiva risoluzione, sono il compito obbligato dell’adolescenza. Il conflitto nasce essenzialmente da un distacco emotivo dal vecchio e da un primo avvicinamento al nuovo, che si accompagna sempre a un correlato emotivo di ansieta  e depressione. I ragazzi che sentono piu  profondamente il gap generazionale sperimentano una sensazione soggettiva di vuoto. La maturazione che nasce dall’affrontare e risolvere il conflitto è quella che conduce al raggiungimento dei compiti evolutivi. 
Tale risoluzione è dipendente anche dalla capacità di tollerare la regressione, componente obbligata dello sviluppo dell’adolescente. La regressione adolescenziale mira alla liberazione dalle dipendenze infantili, perché inconciliabili con le relazioni adulte e con l’autonomia. Una delle caratteristiche delle relazioni infantili e l’ambivalenza, ed e  proprio quest’ultima che diventa protagonista in età adolescenziale. La crescita passa dalla capacità di tollerare e modulare tale ambivalenza, ma non è  un processo semplice. Spesso viene percepita come intollerabile, ed è proprio questo che irrita l’adolescente, accorgersi di essere ancora dipendente proprio in un momento in cui sta cercando di separarsi e individuarsi. Questo processo viene anche definito seconda individuazione, ed è caratterizzato dal distacco dalle dipendenze familiari e dall’abbandono dei legami infantili, allo scopo di divenire membro del mondo adulto.

Questi cambiamenti rendono l’autostima e l’umore sempre piu  indipendenti da fonti esterne. L’interiorizzazione di questo nuovo equilibrio e uno dei compiti piu ardui dell’adolescenza. Prima di essere raggiunto gli adolescenti attraversano una fase di grande fragilita, caratterizzata dalla difficolta a tollerare la frustrazione, il conflitto e la separazione.

Per queste ragioni è fondamentale il ruolo dell’adulto nel supportare i ragazzi in questo importante processo di individuazione. Diventa cruciale la capacità del genitore di tollerare la forte ambivalenza, rispondendo alternativamente a bisogni più o meno maturi, modulando la propria risposta sulla base della richiesta dell’adolescente. È un lavoro davvero impegnativo che richiede continue rinegoziazioni, ma sono proprio queste ultime che renderanno la risposta genitoriale congeniale al processo di maturazione, favorendo l’attraversamento della crisi fisiologica.

Bibliografia

  • Blos P. L’adolescenza come fase di transizione. Aspetti e problemi del suo sviluppo, Armando Editore, Roma, 1998.
  • Goisis P.R., Costruire l’adolescenza tra immedesimazione e bisogni , Mimesis Editore, Milano, 2014.
  • Pellizzari G. La psicoanalisi degli adolescenti ha cambiato la tecnica psicoanalitica?, in Adolescenza e psicoanalisi, Anno III, n° 1, gennaio 2003.
  • Pellizzari G. La seconda nascita. Fenomenologia dell’adolescente, Franco Angeli, Milano, 2010.
CONDIVIDI :