La Comunicazione Aumentativa Alternativa

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Con l’espressione Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) si intende l’insieme di strategie e strumenti diversi dal linguaggio orale che una persona può utilizzare per far fronte alle proprie esigenze comunicative nella vita quotidiana.
Il termine Aumentativa mette in luce come le modalità di comunicazione scelte amplifichino le capacità comunicative esistenti mediante tutte le modalità e i canali a disposizione. Il termine Alternativa indica la possibilità di utilizzare modalità diverse da quelle verbali. Ciascuno utilizza la CAA quando sostituisce o affianca altre modalità comunicative al linguaggio verbale, ad esempio espressioni facciali, gesti, simboli, in base al contesto comunicativo.
In ambito riabilitativo la CAA rappresenta un approccio rivolto a persone con bisogni comunicativi complessi e comprende l’insieme di strategie e tecnologie che migliorano la comunicazione in chi ha difficoltà a utilizzare i più comuni canali comunicativi come il linguaggio orale e la scrittura. Lo scopo principale è quello di ridurre e compensare la disabilità temporanea e/o permanente di chi presenta disturbi della comunicazione sul versante espressivo e/o recettivo. Inoltre, un intervento di CAA mira anche a ridurre o eliminare le barriere che limitano fortemente o impediscono il verificarsi di occasioni comunicative.
Un intervento di CAA può essere messo in atto per persone che presentano quindi disturbi della comunicazione evolutivi o acquisiti, temporanei o permanenti in età evolutiva o adulta. È importante tenere presente che la CAA non sostituisce, ma integra le modalità previste da un trattamento riabilitativo e può produrre miglioramenti in diversi ambiti dello sviluppo della persona come il comportamento, l’attenzione, il livello di autonomia, gli apprendimenti scolastici e l’interazione sociale.

5 miti da sfatare sulla CAA

1) La CAA inibisce lo sviluppo del linguaggio orale
FALSO! Le evidenze presenti in letteratura descrivono come l’utilizzo di strumenti e strategie di CAA possa costituire un utile supporto e sostegno allo sviluppo del linguaggio senza regressione rispetto al livello delle abilità linguistiche già presenti.

2) La CAA è solo per chi non parlerà
FALSO! Come spiegato sopra, la CAA è un utile intervento da inserire il più precocemente possibile per chiunque manifesti dei bisogni comunicativi complessi. Anzi, un intervento di CAA non dovrebbe essere messo a punto solo quando si ritiene poco probabile o impossibile l’acquisizione del linguaggio.

3) La CAA è adatta solo per chi ha difficoltà espressive
FALSO! Dal momento che il focus della CAA è il potenziamento delle abilità comunicative in generale, essa è molto utile anche per il sostegno alla comprensione di messaggi in ingresso. Infatti, può essere applicata anche da chi presenta condizioni quali, ad esempio, disturbi sensoriali.

4) La CAA non è adatta se ci sono problemi di comportamento
FALSO! La CAA offre alla persona un canale comunicativo funzionale ed economico, consentendole di mettere in atto comportamenti socialmente accettabili in sostituzione di quei comportamenti disfunzionali utilizzati con un obiettivo equivalente: comunicare.

5) La CAA non può essere inserita prima di una certa età
FALSO! Non si dovrebbe reputare un bambino troppo piccolo per iniziare un intervento di CAA. Infatti, studi sullo sviluppo del linguaggio evidenziano come le capacità comunicative si sviluppino molto prima rispetto alle capacità linguistiche e come la comunicazione viaggi anche su altre abilità diverse da quelle linguistiche (livello simbolico, uso dello sguardo e dei gesti).

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